Tutto chiede salvezza

“Tutto chiede salvezza” è il titolo di un bel romanzo del 2020 da cui è stata stratta un’ altrettanto bella serie Tv Netflix uscita lo scorso anno avente per protagonista Daniele, un giovane ricoverato con trattamento sanitario obbligatorio in un reparto di psichiatria in seguito ad una crisi di rabbia. La delicata e ricca relazione con i suoi compagni di reparto, il personale e la famiglia regala emozioni, riflessioni, lacrime, poesia. E’ contemporaneamente un grido di dolore e di speranza. Come è a tratti in fondo la vita di ciascuno di noi. Certamente dei più poveri, esclusi, malati, soli. Leggere il libro o guardare la serie renderebbe comprensibile pienamente il titolo, che è uno sguardo sull’esistenza. Uno sguardo che, chi coi poveri condivide fatiche, sogni, cadute, cammini, sperimenta con forza. E che nella Pasqua ha una luce nuova. Se “tutto chiede salvezza”, la salvezza è per tutti. Amati da Dio, ognuno di noi, oltre ciò che ci è comprensibile. Perché nessuno si salva da solo. Oltre il dolore, la salvezza si trova sempre in un atto di amore.

Daniele lo recita nella sua poesia al funerale di uno dei compagni di stanza, Mario:

“I miei fratelli li chiamano pazzi, squilibrati, piangono quando amano e ridono quando soffrono. Ma la vera pazzia secondo me è un’altra: la vera pazzia è non cedere mai, non inginocchiarsi mai. Questa è la poesia…

Dall’alto, dalla punta estrema dell’universo, passando per il cranio e giù, fino ai talloni; alla velocità della luce e oltre, attraverso ogni atomo di materia, tutto mi chiede salvezza, ecco la parola che cercavo: Salvezza! per i vivi e i morti; salvezza! Per i pazzi di tutti i tempi ingoiati dai manicomi dalla storia: Salvezza! “

Possiamo credere alla parola delle donne che di buon mattino andarono al sepolcro di Gesù. Corriamo come matti fino alla salvezza! Come gli apostoli Pietro e Giovanni nel mattino di Pasqua. Amiamo e lasciamoci amare. 

Dir. Stefano Zucchi